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SN - Palmieri: "A Sassuolo si fanno i fatti. Due auspici per il futuro. Karamoko? Vediamo"

di Redazione SN
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© foto di TRC

La prima squadra del Sassuolo è solo la punta dell'iceberg del grande lavoro che ogni anno viene svolto dal club, ormai conosciuto a ogni latitudine e riconosciuto come club modello non solo per gli ottimi risultati della formazione ora allenata da mister De Zerbi. Sotto c'è tanto lavoro, grande professionalità e altri grandi risultati che non hanno fatto altro che aumentare blasone e prestigio della società. A partire dal settore giovanile del Sassuolo, rimesso a nuovo dal responsabile Francesco Palmieri ormai più di 5 anni. Il responsabile del settore giovanile del Sassuolo, che ha appena iniziato il suo sesto anno in neroverde, ha parlato in esclusiva a SassuoloNews.net del lavoro durante la pandemia, della crescita di tanti giovani elementi ora in prima squadra ma lanciati anche nel grande calcio, dell'arrivo di mister Bigica in neroverde, del mercato giovanile e anche degli auspici in vista del futuro.

Direttore è iniziata una stagione importante e il Sassuolo è partito molto forte. Il primo obiettivo resta sempre quello della crescita dei giovani a tutti i livelli ma c’è la voglia, anche e soprattutto con la formazione Primavera, di fare qualcosa di storico?
"Facciamo parte del campionato Primavera 1 a 16 squadre, un campionato pieno di difficoltà. Siamo partiti bene, sappiamo di avere un buon gruppo ma dobbiamo avere i piedi per terra. C'è stato un avvio importante ma con il virus anche il quotidiano diventa complicato. L'obiettivo primario è quello di mettere in mostra i ragazzi, come è sempre stato, ed è quello di restare in Primavera 1 che dà grande visibilità ai ragazzi, sperando che questo virus ormai ci tormenta da tanti mesi non ci crei ulteriori difficoltà perché le difficoltà sono veramente enormi".

Quest’anno la Primavera è allenata da mister Bigica, un tecnico ambizioso e che veniva da ottimi anni alla Fiorentina. Come è nata la trattativa e perché ha scelto di puntare su di lui?
"Devo fare una premessa importante: sono qui da 6 anni e chi ha guidato la Primavera ha sempre portato a termine il proprio lavoro in maniera egregia, devo ringraziare tutti gli allenatori che si sono susseguiti prima di Bigica sulla panchina della Primavera. Con Emiliano ci conosciamo da tanti anni. Mi avrebbe fatto piacere portarlo un po' prima con me, quest'estate c'è stata l'occasione perché la Fiorentina ha deciso di cambiare. Sono stato pronto a poterlo contattare, visto che abbiamo un rapporto che va al di là dell'aspetto professionale, per fargli capire di poter lavorare assieme, per far le cose in una certa maniera. Siamo fortunati a lavorare a Sassuolo e lui non ha esitato a venire. Lui è un profilo importante ma anche chi c'è stato prima di lui è stato importante. Spero che Emiliano possa fare un buon lavoro con i ragazzi. Io gli ho detto che dobbiamo salvarci nel campionato Primavera 1 e dobbiamo far crescere i ragazzi. Tanti dei nostri sono in giro nel calcio professionistico e questa è la maggiore soddisfazione. Poi lui è un ragazzo ambizioso, ha voglia di fare, e se gli possiamo una mano ulteriore per crescere e mettersi in mostra lo facciamo volentieri. Di sicuro ero convinto di prendere un allenatore bravo e preparato, a cui sono stato dietro un po' di tempo. Lui è consapevole di quello che è, conosce il mio modo di lavorare, sa che in confronto alla Fiorentina abbiamo una strategia lavorativa diversa ma vogliamo portare avanti il nostro credo".

Come si gestisce un settore giovanile in piena pandemia mondiale?
"Non è facile perché stanno aumentando le difficoltà. Tenere le squadre separate e distanziate, le difficoltà con i campi per allenarsi. Ma ogni giorno cerchiamo di inventarci qualsiasi cosa per dare continuità all'attività del settore giovanile, dalla Primavera ai piccolini. Di sicuro non è facile per noi e nemmeno per i ragazzi. Il calcio si è evoluto tanto, si è evoluto anche il calcio dei settori giovanili. Negli ultimi 6 anni siamo cresciuti in maniera esponenziale perché abbiamo la fortuna di avere alle spalle una società importante, un amministratore delegato che mi ha preso e mi ha chiesto di far crescere il settore giovanile. Dietro alle parole ci sono stati i fatti perché in tanti parlano ma bisogna fare i fatti. Tutti quelli che fanno parte del settore giovanile, non solo quelli del Sassuolo, hanno moltissime difficoltà perché le attenzioni devono essere mille in più di qualsiasi altro contesto".

L’anno scorso abbiamo visto l’esplosione di Raspadori ma anche la presenza in pianta stabile in prima squadra di diversi talenti, prodotti del settore giovanile neroverde, da Ghion a Piccinini passando per Turati, Manzari e Mercati. Quali sono i nuovi giovani in rampa di lancio e che possono seguire le orme dei giocatori appena citati? Da chi si aspetta il salto di qualità quest’anno?
"Io mi aspetto di continuare a fare un lavoro di certo tipo e vedere dei ragazzi che crescono. Ora in tanti sono in giro a fare esperienza, qualcuno gioca in A o in B, come Erlic, Pierini. Sono convinto che nel gruppo Primavera, compreso il gruppo Under 18 che è la succursale della Primavera, ci sono ragazzi che hanno qualità e valore e ci daranno soddisfazione. L'importante è avere in mano dei ragazzi che hanno un buon potenziale. C'è un buon gruppo Primavera, un ottimo gruppo nell'Under 18 che è stato costruito da 4 anni, ma il gruppo dei 2003 è molto competitivo, penso che sia un gruppo molto importante e la Primavera può attingere quotidianamente da questo gruppo perché sono tutti potenzialmente già pronti per fare Primavera".

Parliamo un po’ di mercato. In queste ore lei è letteralmente scatenato. E’ arrivato Josemi, sono arrivati Nassim Ranem e Dany Florentine. Ci dice qualcosa in più su di loro?
"Sono dei ragazzi che abbiamo seguito. C'era la possibilità di migliorare numericamente e strutturalmente le squadre e lo abbiamo fatto. Sono ragazzi che abbiamo voluto portare qui perché penso ci permetteranno di fare un ulteriore salto di qualità. Abbiamo preso il portiere Marconi, Reda dall'Atalanta, Zalli dal Renate, difensore centrale 2003. Abbiamo fatto qualcosa per far sì che possa arrivare gente che sia in grado di far crescere il potenziale dei gruppi. Cerchiamo di far crescere i ragazzi per creare loro un futuro. Credere nel lavoro quotidiano, farli migliorare, ma allo stesso tempo inculcargli anche una mentalità produttiva per il calcio dei grandi".

Sempre a proposito di mercato. Si è parlato anche di Isaac Karamoko, svincolatosi dal PSG: a che punto siamo per il suo arrivo a Sassuolo?
"Stiamo aspettando, vediamo se sarà una cosa che si può fare meno. E' un ragazzo che ci può tornare utile ma in questo momento siamo in stand-by, anche perché settimana scorsa è stato decisivo Ferrara, un altro 2003, domenica scorsa l'U18 ha fatto una grande gara con l'Inter. Se può essere utile per noi, lo metteremo nel nostro gruppo. Bisogna valutare sempre mille cose, non è mai facile con nessuno".

Invece sul fronte addii da segnalare quelli di Alessandro Ahmetaj e Arabat Noor, che non fanno più parte della rosa del Sassuolo: come mai si è scelto di non proseguire con loro?
"Ahmetaj era a scadenza di contratto, era un 2000 e deve fare il calcio dei grandi. Abbiamo provato a dargli una mano ma non è semplice viste le difficoltà del momento. Noor ha scelto di tornare a Parigi, aveva anche altri interessi (Arabat Noor il calciatore rapper), peccato perché ha del potenziale. E' stato corretto perché è tornato e ha detto che non se la sentiva di proseguire qui. Poi i ragazzi devono anche essere felici e se uno non sta bene è giusto che vada. Dispiace per Ahmetaj ma purtroppo bisogna fare delle scelte, spero si possa accasare presto".

Chiudiamo con un auspicio. Francesco Palmieri sarà contento a fine anno se…
"Se il virus ci avrà abbandonato in primis perché ci permetterebbe di lavorare con la massima serenità, come stavamo facendo prima dell'inizio del nuovo anno, e poi se vedo che i ragazzi sono cresciuti e abbiamo fatto quello che è nelle nostre possibilità, andando avanti sempre senza presunzione, mettendoci in mostra con umiltà, consapevoli che stiamo facendo un buon lavoro e che abbiamo dei gruppi che possono togliersi delle soddisfazioni, mettendo in mostra poi i ragazzi che è una priorità per me e per il mio lavoro".

Si ringrazia il Direttore Francesco Palmieri per la disponibilità e la cortesia dimostrate nel corso di questa intervista

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