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Consigli: "I rigori, le partite più belle, i tifosi, gli inizi e il virus: dico tutto"

di Redazione SN
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A tutto Andrea Consigli! Il portiere del Sassuolo ha risposto alle domande dei tifosi neroverdi e non. L'estremo difensore del Sassuolo, da casa, ha risposto ai fan attraverso l'account Instagram del Sassuolo. Ecco le risposte del portiere del Sassuolo. Si parte dai rigori parati in carriera: "Sono due: da milanese, quello a San Siro contro Ronaldinho del Milan. San Siro era lo stadio dove ho sempre sognato di giocare perché da piccolo andavo a vedere le partite lì e per me è stato bellissimo, l'altro per il momento storico e per il momento della partita è stato quello a Lucerna nei preliminari di Europa League sull'1-1, la prima storica qualificazione in Europa League del Sassuolo".

Come mai quando pari un rigore esulti alla McGregor?
"Dopo il calcio, gli sport da combattimento sono i miei preferiti. La prima volta che ho visto la UFC ho visto McGregor che non era la star di adesso e mi era piaciuto. Lui fa questo tipo di camminata e mi piace esultare dopo aver parato un rigore, dato che non posso esultare dopo un gol fatto".

Cosa apprezzi di più dei tifosi del Sassuolo?
"Non sono i numeri delle altre piazze ma da quando sono arrivato non siamo mai rimasti soli, i tifosi ci sono sempre stati, anche in Belgio, a Udine e Crotone, le trasferte scomode. Tutti tengono alla squadra e spero che nei prossimi anni le nuove generazioni si avvicinino a tifare Sassuolo. Non avremo ancora un gruppo numeroso, una tifoseria come quella delle grandi squadre ma l'affetto lo percepiamo sempre".

A che età hai iniziato a giocare a calcio?
"Io ho iniziato a giocare a 4 anni nel mio paese e giocavo come attaccante. Giocavo con dei ragazzi più grandi e col tempo mi sono appassionato a fare il portiere, già a 5 anni facevo il portiere. Poi col tempo mi hanno iniziato a visionare le squadre professionistiche, il Milan, l'Inter, e poi quanno venne l'Atalanta e mi chiese a fare un provino a Bergamo mi presero subito, solo che i miei genitori mi mandarono quando iniziai la prima media perché volevano finissi almeno le elementari".

Ci racconti il tuo esordio in Serie A?
"E' stato pochi giorni dopo il mio 22esimo compleanno. Era Atalanta-Catania, sotto la neve, a fine gennaio. Il campo era bianco e non lo scorderò mai. In più l'allenatore avversario era Walter Zenga, uno dei miei idoli sin da piccolo e abbiamo vinto. Esordio con vittoria, davanti al mio pubblico e davanti a un idolo: è stato bellissimo".

Qual è la partita che non scorderai mai?
"Cagliari-Atalanta perché ho parato due rigori nella stessa gara, entrambi nel primo tempo e nel secondo tempo ho preso una ginocchiata in testa ad un mio compagno e sono finito all'ospedale e sono passato dalle stelle per aver parato due rigori all'ospedale a Cagliari, quindi partita indimenticabile".

L'emozione più grande con il Sassuolo?
"Tutta la cavalcata che ci ha portato ai preliminari di Europa League è stata indimenticabile, mi ricordo la vittoria a Frosinone che ci stava garantendo il settimo posto. La partita a Belgrado contro la Stella Rossa, l'1-1 che ci ha permesso di entrare di diritto ai gironi di Europa League e la vittoria all'esordio con l'Athletic Bilbao. Il rimpianto è quello di non aver superato il turno, anche per via di tanti infortuni, ma è stata una gioia indescrivibile, festeggiato in vacanza e vincere i preliminari contro tutti i pronostici e poi presentarci alla prima con l'Athletic Bilbao e batterlo 3-0".

Cosa hai pensato quando ha esordito Turati?
"E' stato bellissimo e inaspettato, perché 3-4 giorni nessuno lo avrebbe mai detto, neanche lui penso. E' l'esordio che qualunque persona augurerebbe a un ragazzo, perché giocare nello stadio della Juve, contro la squadra forte, contro campioni come Cristiano Ronaldo: non era facile ma lui ha lavorato duramente. Spero che questo esordio e la partita con il Cagliari possano servire a lui per capire quanto è bello quello che ha toccato e lavorare duramente per far sì che quella diventi la sua quotidianità".

Come ri carichi prima di una partita?
"Non ho molto bisogno di caricarmi perché sono un malato del mio lavoro: amo allenarmi, giocare, sono già su di giri il giorno della partita. L'unica cosa che mi piace è quella di caricare i miei compagni, alzare i toni, alzare l'adrenalina e così mi carico anch'io".

Quali sono i tuoi hobby?
"Ora che sono un professionista tante cose non le posso fare, penso a certi sport invernali, alpinismo. Sono un ragazzo tranquillo, quando non penso al calcio, penso al calcio praticamente sempre, ma quando ho il giorno libero passo il tempo con la mia famiglia, con le bimbe, mia moglie. Diciamo che il mio hobby preferito è stare insieme alle bambine".

Chi è il malato di Fantacalcio nello spogliatoio?
"Io non ho mai fatto un Fantacalcio in vita mia e non mi interesso nemmeno. Ogni tanto sento due o tre che ne parlano, ad esempio Caputo e Peluso, non con malattia. La malattia vera nel nostro spogliatoio è Fifa che prende i giovani fino a un insospettabile di quasi 40 anni (Pegolo?), quindi più che Fantacalcio. Togliete Fifa dalla casa dei giocatori del Sassuolo".

Qual è il miglior portiere per te del passato, del presente e del futuro?
"Del passato dico Buffon perché siamo cresciuti con il suo esempio, un ragazzo di 17 anni che è diventato un fenomeno. Nel presente dico Alisson perché copre gli spazi, gioca con i piedi ed è fortissimo tra i pali".

Senti ancora persone a Bergamo? Cosa dicono della situazione?
"Sento ancora degli amici, la situazione è molto delicata, è molto difficile perché quasi ogni famiglia ha avuto a che fare con il virus, tra parenti e amici. Gli ospedali sono in difficoltà. Questo è un momento triste per tutti noi. Ci potrebbe insegnare che a volte diamo spazio a cose superflue, pensiamo ai soldi, al benessere, a tante cose, auguro a tutti di vivere nel lusso ma quando siamo toccati sulla salute saremo disposti a spendere e dare qualsiasi cosa per la salute e spero che questo ci possa insegnare qualcosa per il futuro e a non commettere gli stessi errori. Questo momento però può essere una fortuna per stare in famiglia. In questo momento bisogna ringraziare i veri eroi, chi si allontana dalla propria famiglia, ovvero i medici, i farmacisti, chi lavora nei supermercati, stanno tenendo in piedi un Paese e li ringrazio col profondo dal mio cuore e mi fanno sentire orgoglioso di essere italiano. Non vedo l'ora che tutto questo finisca per poterci riabbracciare di nuovo e per stare con le parole a cui vogliamo bene. Un grande in bocca al lupo a Bergamo, Brescia, a tutte le persone colpite da questo dramma, sono sicuro che ci rialzeremo!".

Un posto che vorresti assolutamente visitare?
"Io e mia moglie siamo sempre stati due viaggiatori, da quando sono nate le bimbe abbiamo viaggiato un po' meno. Vogliamo portarle a Disneyland. A me e mia moglie piacerebbe andare in Cambogia, Giappone e Islanda. Mando un saluto a tutti. Restiamo uniti, stiamo a casa e torneremo presto ad abbracciarci".

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