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Mihajlovic: "Sassuolo più forte del Bologna. Mio figlio più piccolo li tifava in C"

di Redazione SN
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© foto di Simone Lorini

Conferenza stampa di vigilia per Sinisa Mihajlovic, allenatore del Bologna, atteso domani dalla sfida contro il Sassuolo di mister De Zerbi. Il tecnico dei felsinei ha presentato così il match: "Ieri e oggi ho parlato con i ragazzi e quello che ho voluto dirgli è che non esiste una vita senza problemi, e come tutti anche noi abbiamo i nostri, relativi al calcio, ma al di fuori ci sono problemi molto più grandi, a causa di questo virus - riporta Tuttomercatoweb - Ci sono persone che hanno perso il lavoro, altre che hanno perso i loro cari e a loro va il mio pensiero e il mio rispetto. Queste persone, però, nonostante tutto continuano a combattere e come loro, anche noi dobbiamo farlo. Per adesso noi non abbiamo positivi, abbiamo altri problemi di campo come gli infortunati, ma prima o poi una positività capiterà anche a noi... Questi problemi dobbiamo affrontarli con l'esempio delle persone fuori, che combattono tutto senza paura. Coraggio e paura sono due facce della stessa medaglia, più coraggio hai più riesci a gestire la paura, più paura hai più questa ti taglia le gambe. Noi dobbiamo tirare fuori il coraggio, ciò che ci servirà anche domani in partita. Questo è il succo di tutto quello che penso in questo momento e che ribadirò hai ragazzi".

Parlando alla squadra ha anche ricordato il suo coraggio nel combattere ciò che ha dovuto affrontare in questo ultimo anno?
"Non c'è bisogno, perché loro lo hanno in mente tutto questo. Io dico sempre che noi siamo gente fortunata e dobbiamo esserne grati. Il calcio è come la vita, la felicità è una cosa quotidiana, interiore, che si può tirare fuori in ogni momento. Noi facciamo un lavoro che ci permette di vivere bene, guadagnare bene, essere famosi e dare il buon esempio, ma non è sempre tutto rose e fiori... Dobbiamo però saper sfruttare tutto quello che abbiamo. Ieri abbiamo fatto un grande allenamento, forse il migliore da quando sono qua. Se domani giochiamo come ci siamo allenati ieri, non vedo l'ora che inizi la partita. Io guardo sempre la prestazione e in queste tre partite l'abbiamo sempre fatta. E' vero che conta il risultato ma io sono sempre stato sereno perché ho visto la squadra giocare, e continuando così i risultati arriveranno. Sono convinto che anche domani faremo una grande gara, e di solito quando si fa una buona prestazione può arrivare anche il risultato".

Voi siete molto scrupolosi e attenti riguardo l'evitare il contagio, ma secondo lei si può fare ancora qualcosa di più?
"Io non so come ci si infetta, non lo sanno nemmeno i dottori. Dipende tutto dalla fortuna. Io mi sono infettato ma non ho fatto nulla, ho preso tutte le precauzioni. Sono uno malato di regole, e le rispetto tutte. Nonostante questo mi sono contagiato, cosa che non è successa a mia moglie nonostante abbia condiviso tutto con me per trenta giorni. Noi dobbiamo cercare di proteggerci il più possibile, ma non si capisce da chi e come proteggersi. Mettiamo le mascherine, è giusto. Ora vanno messe ovunque e noi accettiamo tutto e andiamo avanti, nella speranza di riuscire a convivere con questo virus e prima o poi combatterlo. Nel periodo della mia positività ho parlato con il referente dell'ASL il quale mi ha detto che dal loro punto di vista ogni giorno in Italia si infetta circa l'1% della popolazione... Quello che io vedo è che ci sono tanti asintomatici, però io non sono un medico quindi non mi espongo. L'importante è seguire le regole. Io per altri due mesi sono tranquillo, ho tanti anticorpi".

In questo contesto, era opportuno confermare la pausa per le nazionali mandando persone e giocatori in giro per il mondo? Come ha poi ritrovato i nostro nazionali, con particolare riferimento a Orsolini?
"Penso che tutti noi nel nostro piccolo dobbiamo cercare di portare avanti le abitudini quotidiane, perciò credo che sia stato giusto cercare di far giocare le nazionali. Per quanto riguarda i ragazzi rientrati dalle nazionali, alcuni hanno fatto viaggi lunghi e hanno giocato, altri no. Orsolini per esempio ha portato avanti la sua preparazione, ma purtroppo non è sceso in campo. Mi avrebbe fatto piacere vederlo giocare, ma se non è stato così è anche colpa sua. Dal dopo lockdown non si è più visto l'Orsolini che conosciamo, e quello che stiamo facendo è cercare di farlo tornare in condizione il prima possibile. Io sono molto fiducioso e tutto questo deve servirgli a livello morale per dimostrare che lui può starci in nazionale, ma deve convincere tutti con i fatti".

Un pensiero sul Sassuolo... è corretto dire che è una delle squadre che ha messo più in difficoltà il Bologna nel'ultimo anno, anche sul piano della prestazione?
"Si, nel dopo lockdown è stata insieme al Milan la squadra migliore. Sono molto forti, anche dal punto di vista dei giocatori. A mio parere sono più forti di noi, ma questo non vuol dire nulla riguardo la prossima partita. Mio figlio più piccolo, anni fa, tifava Sassuolo, quando erano in serie C. Da li sono cresciuti molto, complimenti a loro. Sarà comunque una partita maschia, con due squadra che giocano sempre per vincere, mai per perdere e spero che ci divertiremo".

Considerando che è venuta a mancare la sua alternativa (Skov Olsen, ndr), domani vedremo Orsolini dall'inizio, nonostante non sia ancora in perfetta condizione?
"Vederemo... Orsolini quando è entrato a Benevento lo ha fatto bene, mi è sembrato di aver rivisto Orsolini dei tempi migliori. Oggi abbiamo ancora un allenamento ma è vero che non abbiamo tanta scelta con Skov Olsen che si è fatto male. Orsolini è l'unico mancino, ma li possono giocare anche dei destri. Per ora abbiamo ancora dei dubbi ma sicuramente per domani li risolveremo". 

Barrow come si è comportato in questa sosta?
"Ha recuperato dall'infortunio post Benevento e si è allenato con continuità. Tutti noi, compreso lui, sappiamo che può e deve dare di più. Quando abbiamo parlato gli ho detto che lui ha tre soluzioni: la migliore è quella di giocare bene e far gol. Poi può giocare male e far gol o giocare bene ma non segnare... in queste partite purtroppo non ha messo in campo nessuna di queste tre soluzioni. Domani mi aspetto di vederlo meglio dato che è un giocatore molto importante per noi".

Vignato può avere qualche chance?
"Tutti i convocati sono disponibili e hanno possibilità di giocare. Nulla è ancora deciso, sicuramente undici giocheranno, altri saranno in panchina e poi entreranno, altri purtroppo no dato che abbiamo solo cinque cambi. Sicuramente quello che mi aspetto è di vedere rabbia in chi entra e tanta voglia di fare bene. Per Santander vale lo stesso discorso, è convocato, sta bene, si allena e se ci dovesse essere bisogno entrerà. Con il Benevento non è entrato per una scelta tecnica, visto che i loro difensori centrali erano tutti grossi e lenti, quindi ho pensato che i giocatori più piccoli e veloci potessero metterli più in difficoltà". 

Una curiosità su Dominguez, è andato in Argentina e ha giocato più partite vere. Il motivo per cui qui a Bologna non è ancora venuto veramente fuori si può attribuire più al fatto che si sta adattando al ruolo o al campionato?
"Secondo me c'è un po' di tutto. lui è un giocatore che può coprire tutti e tre i ruoli, può fare il mediano, può giocare interno e davanti alla difesa. Sicuramente rende meglio come interno nel centrocampo a tre ma noi giochiamo diversamente quindi si deve adattare. Da quando è arrivato è sicuramente migliorato, ma siccome abbiamo diverse scelte io cerco sempre di fare giocare tutti. Dominguez è comunque per me un giocatore titolare, da cui mi aspetto molto. Devo, però, pensare anche agli altri, perchè se lo meritano allenandosi bene". 

Prossimamente è possibile vedere anche un centrocampo a tre?
"Si può fare tutto, ma io non voglio cambiare il modulo e i principi che i giocatori hanno assimilato per qualche infortunio. Io preferisco adattare un giocatore fuori ruolo, piuttosto che cambiare le abitudini caratteriali di tutti i giocatori".

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