È cambiato tanto in pochi mesi tra Roma e Sassuolo. Mourinho e Berardi furono grandi protagonisti del match d’andata con le brutte parole di José Mourinho sull’attaccante del Sassuolo e anche sull’arbitro, parole che poi finirono col condizionare il match, con la pessima direzione di gara di Marcenaro, l’arbitro “emotivamente instabile”, che tirò fuori il rosso per Boloca dopo l’intervento del VAR. Era dicembre. Ora a marzo le cose sembrano essersi completamente ribaltate: gara tranquilla, poche proteste e zero clima da far west, ma i protagonisti Mou e Mimmo out, il primo esonerato e il secondo infortunato. Ed è cambiato tanto anche il Sassuolo con l'avvento di Ballardini. Se negli uomini, nella maggior parte dei casi, è stata data continuità alla vecchia gestione (emblematica l'ennesima bocciatura per Missori, con Viti dirottato a sinistra al posto dello squalificato Doig), invece qualcosa è cambiato nell'atteggiamento e anche nello stare in campo.

Più fisicità in mezzo (Obiang al posto di Thorstvedt squalificato è il segnale della direzione intrapresa dal nuovo corso), più compattezza tra i reparti, e tutti dietro la linea della palla a difendere con delle corse 'vere', fatte rincorrendo l'avversario con la giusta cattiveria e dunque corse non più fatte solo guardando l'avversario. Questo sin qui il grande merito di Davide Ballardini che così facendo ha ottenuto dei miglioramenti nella fase difensiva. Prima i neroverdi avevano una media di 2 gol subiti a partita, con lui in panchina nelle ultime tre gare sono arrivati tre 1-0 per le squadre di casa (peccato che il Sassuolo abbia giocato due volte in trasferta) ma la strada (in salita) è quella giusta. Basterà? La sveglia è suonata troppo tardi? Speriamo ovviamente di no.

Ballardini ha schierato la seconda formazione titolare con l’età media più alta (28 anni e zero giorni) in questa Serie A per il Sassuolo: neroverdi più “vecchi” solo contro la Salernitana a novembre (28 anni e 194 giorni). Un Sassuolo che torna a casa con qualche rimpianto perché ha concesso il minimo (forse anche meno) alla Roma, ha sì creato pochissimo ma ha colpito un palo e, anche a detta di De Rossi e dei giallorossi, ha messo in seria difficoltà la squadra romanista che negli ultimi due mesi viaggia a grandi ritmi (solo Inter e Bologna hanno fatto meglio). Dunque, un plauso ai neroverdi per l'atteggiamento (la domanda da porsi è: perché solo adesso?) ma con i complimenti non si muove la classifica. La salvezza passerà dagli scontri diretti e dopo la sosta (che palle) al Mapei Stadium nel giorno di Pasquetta arriverà l'Udinese, poi ci sarà la trasferta a Salerno. Ecco, fare almeno 4 punti è d'obbligo per restare in Serie A. Se saranno 6 meglio ancora.

Sezione: Editoriali / Data: Lun 18 marzo 2024 alle 13:17
Autore: Antonio Parrotto / Twitter: @AntonioParr8
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